Le origini del Nuoto Pinnato

Le origini del Nuoto Pinnato sono legate allo sviluppo e alle ricerche che l’uomo ha compiuto per dominare l'ambiente acquatico. Questa continua ricerca ha portato come meta il trasporre le attitudini di un animale storicamente terrestre, l'uomo, alle condizioni poste dall'ambiente acquatico.

In modo particolare il Nuoto Pinnato segue il filone evolutivo che cerca di impiegare nell'acqua, per la locomozione, quella parte del corpo umano che è più naturalmente deputata a questo scopo, e cioè gli arti inferiori.

L’avvento delle pinne

Il primo passo che porta al Nuoto Pinnato è il progressivo affinarsi del nuoto con le pinne. Nuotare con tali strumenti è un tipo di attività recente anche se fin dai tempi di Leonardo da Vinci possiamo osservare in alcuni disegni strani calzari che potremmo definire come i precursori delle attuali pinne.

Tuffo

Nel corso della II Guerra Mondiale, alcuni reparti specializzati della Marina Militare furono attrezzati con le pinne e alla fine del conflitto mondiale si svilupparono gli impieghi subacquei delle pinne stesse. Si dovette attendere la metà degli anni '50 per vedere il Nuoto con le pinne divenire attività agonistica. La specialità neonata adattò così lo stile 'crawl' del nuoto tradizionale alla gambata pinne.

Questa fase durò fino a metà degli anni sessanta.

L’era moderna: la monopinna

Monopinna

Nel 1971 si fa strada un nuovo modo di nuotare: lo stile ondulato, simile al delfino. Questo stile farà da supporto a un nuovo attrezzo, una pinna unica, la monopinna che è oggi l'attrezzatura che caratterizza il Pinnato moderno.

Già nel 1972, con la monopinna, chiamata più confidenzialmente "mono" dagli addetti ai lavori, il primo uomo nuota i 100 metri sotto i 40 secondi (39"92) contro gli attuali 46"91 del nuoto classico (César Cielo Filho). E con questo nasce il pinnato come lo conosciamo oggi. Monopinna e bipinne convivono con alterne fortune fino al 1979 quando si conclude una rivoluzione dei primati del Mondo che taglia fuori in modo definitivo i nuotatori che usano le due pinne.

Il Nuoto pinnato oggi

Monopinna

Dopo un decennio di totale abbandono delle due pinne, negli anni '90 la Federazione ha reintrodotto questo stile, suddividendo le competizioni in 2 specialità: la specialità NP, in cui l'attrezzatura è libera e quindi, ovviamente, la quasi totalità degli atleti usa la monopinna, e la specialità PINNE in cui l’attrezzatura di spinta dev'essere costituita unicamente da pinne di produzione industriale in gomma e/o materiali plastici. Le gare in piscina prevedono, per la specialità NP, competizioni su distanze che vanno dai 50 ai 1500 mt in superficie, i 50 apnea e competizioni che vanno dai 100 metri agli 800 mt in immersione, mentre per la specialità pinne le competizioni in vasca vanno dai 50 ai 400 mt. Le gare in acque libere di fondo e gran fondo, disputate in mare, fiumi o laghi prevedono, per entrambe le specialità, distanze che vanno dai 1000 mt per i più piccoli e gli amatori fino alla 20 km.

Nuoto pinnato

Le attrezzature hanno raggiunto tecnologie molto sofisticate, in particolar modo la monopinna. Questo attrezzo è costituito da una lastra di fibra di vetro (o carbonio o kevlar) dalla forma simile alla pinna di un delfino alla quale vengono applicate due "scarpette" in gomma. La monopinna ha dimensioni che vanno dai 60/80 centimetri di lunghezza e 60/70 centimetri di larghezza. Di manifattura quasi sempre artigianale, le monopinne rappresentano il top dell'attrezzatura di spinta per la propulsione in acqua.

Nuoto pinnato

La nuotata è veramente elegante alla vista e fa assomigliare il nuotatore ad un vero delfino.

Le braccia sono ferme e distese in avanti sopra la testa. Lo stile di nuotata è sinusoidale e lo si può, quindi, realmente definire "stile a delfino".

La respirazione avviene attraverso un tubo aeratore posto in posizione centrale sulla fronte del nuotatore. Con questo tipo di attrezzatura le braccia devono rimanere ferme e distese in avanti oltre la testa, a differenza delle due pinne con le quali il movimento di braccia e gambe assomiglia a quello del classico 'Stile Libero' del nuoto tradizionale.

Velosub

In piscina si svolgono anche le gare di velocità subacquea, ovvero distanze percorse interamente sott'acqua, a circa un metro di profondità. La respirazione avviene per mezzo di bombole ad aria compressa che hanno dimensioni variabili a seconda della distanza di gara da percorrere (100, 400 o 800 mt). Nuotare completamente immersi conferisce maggiore velocità eliminando infatti tutte le turbolenze che invece si creano in superficie e consentendo il completo sfruttamento dell'attrezzo pinna.

Ma che velocità raggiungono gli atleti del Nuoto Pinnato? La regina delle gare ad alta velocità è la gara dei 50 metri apnea, la più spettacolare e veloce competizione in acqua mai realizzata da un essere umano, basti pensare che l'attuale record del mondo di questa distanza è stato nuotato ad una velocità di circa 3,5 mt/sec, pari a 13 km/ora!

Questo sport rappresenta quindi la Formula Uno delle specialità acquatiche!